leggende

Esse come Segreto

Un segreto è moneta (rac)contante. Per chi lo rivela: sapere è potere. E per chi lo apprende: chi viene messo a parte di un segreto (“sei l’unica persona a cui lo dico”) lo ritiene un gesto di grande considerazione e di intimità. Così, per fare lo stesso onore a  qualcun altro,  si affretta a passarlo appresso.

Lo svelamento di un segreto è dunque un moltiplicatore di socialità, che cementa i rapporti di amicizia. 

Le storie imperniate sui  segreti  sono degli scoop col silenziatore: scoppiano in sordina, ma  fanno lo stesso grande rumore.

Le storie di segreti possono riguardare la famiglia, e allora hanno  che fare con vecchi fatti magari messi a  tacere, come tradimenti e vecchi rancori, o comunità più allargate come il condominio, con i suoi personaggi che vediamo ogni giorno, ma di cui spesso sappiamo poco o nulla.

Allargando le dimensioni delle strutture coinvolte nel segreto, arriviamo all’azienda: il collega che  racconta di aver saputo da fonte certa che l’Amministratore Delegato sta per lasciare, o che ci sarà presto una fusione con un altro gruppo, non solo gratifica l’amico informandolo della cosa, ma  si guadagna pure la sua gratitudine, perché la “soffiata” potrà forse salvargli il posto di lavoro.

I più belli da rivelare (e i più ghiotti da conoscere) sono comunque i segreti che squarciano il velo su vicende su cui non conosceremmo mai la verità, se non avessimo ricevuto la soffiata giusta. Grazie all’agente di cambio, amico di amici, da cui proviene la notizia dell’imminente crollo dei titoli in Borsa: o a quell’alto  funzionario del Ministero di cui non possiamo assolutamente fare il nome, che assicura che la CIA sapeva tutto dei recenti attentati.

 

Esse come Spettacolo

Le storie che svelano il privato delle persone pubbliche (attori, cantanti, calciatori, ma anche politici, uomini di cultura, ecc.) hanno grande presa sulla gente.

Sull’incessante gossip della stampa rosa,  queste storie  hanno un vantaggio decisivo: provengono da una fonte  vicina a noi, di cui ci fidiamo.  Ad esempio, se  un amico ci confida di aver saputo da un suo amico intimo, che lavora alla RAI, che durante le riprese del varietà  del sabato sera ci sono state delle  furibonde liti tra il conduttore e la primadonna, lo stiamo a sentire con enorme interesse. E alla prima occasione, lo raccontiamo a  nostra volta.

Spesso queste storie  -certificate dal solito amico benissimo informato -  mostrano scenari insospettabili, della serie “non è tutt’oro quel che luce”.  E’ il caso del conduttore di una famosa trasmissione dalla parte del cittadino che  -secondo il raccontatore - sta per essere incriminato per truffa aggravata. O, anche se meno spesso, di segno contrario:  quell’attrice, nota per la sua  dissolutezza, in realtà finanzia da anni tutta una serie di  fondazioni benefiche.

Non va comunque dimenticato che dietro una leggenda che coinvolge un  personaggio dello spettacolo  può esserci un’operazione promozionale. E’ il caso dell’attore Hugh Grant, “sorpreso” anni fa con una prostituta. Un incontro che ha fatto la fortuna di entrambi.

Più di recente, i media hanno riportato la polemica tra Jack Nicholson e il suo dentista, che pare abbia messo all’asta alcuni denti estratti all’attore.

Oggi quel dentista lavora molto di più. E lo stesso Nicholson, visto  il buon ritorno d’immagine ottenuto, ha smesso di digrignare (falsamente) i denti.      

 

Esse come Salute

Tutto ciò che riguarda la salute fa drizzare le orecchie. Specialmente quando si tratta di storie che parlano di pericoli che la minacciano.

La cosa non deve sorprendere: la mobilitazione dell’attenzione di fronte anche alla sola  eventualità di  un  pericolo è un carattere che la specie umana ha selezionato nel corso del tempo, allo scopo di salvaguardare  la vita.

Le leggende sui rischi per la nostra salute sono anche un formidabile collante sociale: di fronte al rischio malattia  siamo tutti dalla stessa parte, e insieme abbiamo maggiori possibilità di cavarcela.

Non è un caso perciò che chi entra in contatto con una storia allarmistica riguardante la salute  si senta in dovere di parlarne con più gente che può, e al più presto. 

E’ la cosiddetta “sindrome del buon cittadino”:  io sono stato messo in guardia, ed è giusto che anch’io faccia la stessa cosa.

Questo atteggiamento, teso a proteggere la specie, è alla base delle xerox-lore: le leggende che si propagano attraverso volantini distribuiti capillarmente davanti alle scuole e ai supermercati, e delle e-mail-legend (le storie allarmistiche spedite  con la posta elettronica).

Più raramente, le leggende sulla salute vertono su cure miracolose, o su nuove diete che assicurano rapidissimi e favolosi dimagrimenti.  

 

Esse come Sesso

Le storie che contengono riferimenti al sesso  possono contare su un target molto esteso: il sesso dà sapore e calore alla vita, e attira praticamente tutti.

Regine incontrastate dei discorsi che si fanno in ufficio, al bar, a scuola, in discoteca, le storie di questo tipo creano confidenza e intimità. In più, sono un ottimo sistema per ottenere indirettamente delle informazioni sulla disponibilità degli interlocutori in questo stesso campo.

E’ per questo che le storie di sesso sono le più raccontate in tutto il mondo.

A riprova del suo ruolo centrale, il sesso, anche quando non è il protagonista assoluto di una certa storia, finisce quasi sempre  per avervi una  parte significativa: tra le leggende che contengono due esse, lui c’è quasi sempre.   

 

Esse come Sfortuna

Ritenere che il nostro successo nella vita dipenda in larga parte dal caso da una parte è spaventoso, ma dall’altra è tranquillizzante. Chi non si sente realizzato  può dare la colpa alla Sfortuna, che gli ha voltato le spalle. E invece si è donata ciecamente a tanti molto  meno capaci, che col suo aiuto  sono arrivati molto più in alto.

Quest’amara considerazione non chiude comunque la porta alla speranza: è noto che la Fortuna, oltre che cieca, è anche incostante. Perciò, anche se finora non ci ha favoriti, potrebbe cominciare a farlo da domani.

(Se poi questo accade veramente, siamo noi a prendere le distanze da lei: quando ci va bene, la Fortuna diventa Giustizia. Nel momento in cui la Fortuna tocca a noi, si trasforma  nel  giusto riconoscimento delle nostre capacità).

Le storie legate al Caso sono piene di incredibili coincidenze, che  nessuno mette in dubbio: la stessa statistica le ritiene meno improbabili di quanto si creda. Sono quasi  sempre storie di eventi fortuiti e tremendi: in una parola, storie di Sfiga.

In chi le ascolta corre un brivido di orrore, e un senso di sollievo: meno male che non è successo a me…….

   

Esse come Scherzo

Il racconto  di un bello scherzo è divertente come una barzelletta, ma ha il grande vantaggio di essere vero. O di poter essere raccontato come tale. Chi lo racconta può essere perciò invogliato a mettersi nei panni del protagonista.

La tentazione è forte: chi fa uno scherzo è “up”. Dimostra di essere creativo, di possedere delle  abilità recitative, e di essere più sveglio di chi ci casca. Quest’ultimo, di contro, fa la figura dell’ingenuo, del credulone, e  del disattento.

Per godere di tutti questi vantaggi, spesso comunque è sufficiente dire di conoscere bene l’autore dello scherzo: la vicinanza con lui  rende in qualche modo partecipi della sua abilità.

Queste storie dipingono in genere l’autore dello scherzo come una sorta di giustiziere: la vittima viene infatti presentata  come una persona antipatica, assolutamente meritevole di essere presa in giro. 

   

Esse come Soluzione

Le storie che raccontano di soluzioni ingegnose  -e possibilmente spiritose- a problemi concreti, piacciono a tutti. E dappertutto.

Non è fondamentale che il raccontatore sia egli stesso il risolutore di cui parla la storia: basta che lo conosca, o dica di conoscerlo. Per contiguità, una parte dell’abilità del protagonista si trasferisce su di lui.

In Italia, culla di furbi e di creativi (più spesso, di  “pseudofurbi”: cioè di individui che credono di esserlo) le storie “risolutive” che piacciono di più sono le storie “contro”: dalle nostri parti, un nemico da superare in ingegnosità e in furbizia è sempre gradito.

Questi nemici vengono spesso identificati con i  rappresentanti delle forze dell’ordine: vigili urbani, agenti delle tasse e della polizia stradale, ecc.

 

Esse come Sangue

Le storie  appartenenti a questo gruppo non sono adatte a stomaci delicati. Sono storie  a tinte forti:  rosso-sangue, e  nero-orrore. 

La loro forza di attrazione è tale, che a raccontarle non servono particolari doti interpretative; contrariamente a quelle  che trattano di scherzi, che vanno ben recitate, queste storie vengono  prescelte da chi non ha grandi numeri personali, né troppi argomenti per attirare l’attenzione.

Le narrazioni raccapriccianti suscitano sempre - e da sempre: si pensi agli Orchi e alle Streghe delle favole - un incredibile interesse. Nell’Europa Centrale e in Russia sono di gran lunga le favorite, ma il loro pubblico è internazionale.

Le storie di Sangue sono le preferite dai “neri” di tutte le età. Con questo termine mi riferisco ai diffidenti, agli pseudofurbi, a quelli che - con l’alibi che il mondo è cattivo- sono pronti  (per difendersi! sostengono loro) ad ogni nefandezza.

In genere sono individui ansiosi, inclini a pensieri depressivi.

 

Esse come Soprannaturale

Terreno e ultraterreno sono  due dimensioni distinte e separate. Ma in certi racconti  l’al di qua sconfina per un breve tratto, e per qualche  istante, nell’aldilà.

Chi  racconta uno di questi fatti in veste di testimone oculare afferma di aver cambiato radicalmente opinione sull’esistenza di una dimensione non visibile: prima non ci credeva, mentre adesso…..

Queste storie suscitano grande interesse anche in coloro che credono nella vita oltre la morte, perché rappresentano la conferma  delle proprie idee.

Appartengono a questo filone i racconti di guarigioni inspiegabili, di Madonnine che piangono, di fantasmi.

Un po’ differenti, ma dello stesso segno, sono le tante testimonianze di avvistamenti di UFO, e di incontri ravvicinati con alieni di ogni tipo e misura.

 

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